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giovedì 12 maggio 2016

Concetto di Ipoglicemia e Picco Glicemico

Partiamo da una qualche concetto di base: la stragrande quantità di quello che mangiamo contiene una quota, più o meno abbondante, di zuccheri, altrimenti detti "carboidrati".
Il ruolo di questi zuccheri, insieme alle altre sostanze nutritive dell'alimento, è di essere digeriti in zuccheri più semplici, assorbiti e utilizzati come energia o trasformati in scorte per i momenti di necessità dalle cellule dell'intero organismo.
La glicemia, ovvero la quantità di zucchero nel sangue, è mantenuta all'interno del range di normalità da due ormoni principali, entrambi prodotti dal pancreas. Lo scopo di entrambi gli ormoni è mantenere lo zucchero nel sangue a un livello abbastanza alto perché sia disponibile per organi a cui serve e sufficientemente basso per non fare danni.
Questi due ormoni sono la celebre l'insulina e il meno celebre glucagone.
I due ormoni hanno compiti diametralmente opposti: l'insulina è messa in circolo quando gli zuccheri nel sangue sono troppi e il suo segnale sulle cellule (quando sono in grado di rispondere correttamente) è quello di farci entrare lo zucchero, perché venga utilizzato. Il glucagone, invece, entra in azione quando gli zuccheri nel sangue cominciano ad abbassarsi.
Quando l'insulina non c'è (per mancata produzione, come tipico del diabete di tipo 1) o non funziona (nel caso d'insulino-resistenza, come tipico del diabete di tipo 2) si instaura una condizione di dannosa iperglicemia (senza che lo zucchero riesca ad essere utilizzato correttamente da tutte le cellule).
L'ipoglicemia (zuccheri troppo bassi nel sangue) è più difficile da ottenere per mancanza di ormoni (ne esistono altri, oltre al glucagone, che sono in grado di agire nello stesso modo) e il caso più facile perché si manifesti è quello di un eccesso d'insulina, per massiva produzione da parte del pancreas o perché fornita in eccesso dall'esterno.
Quando un pasto contiene degli zuccheri (quasi sempre), la velocità con cui essi passano dal canale digerente al sangue influenza in modo variabile la modalità con cui l'insulina viene secreta: un aumento della glicemia che sia lento e modulato produrrà una secrezione più lenta e modulata.
Al contrario, un ingresso imponente e veloce di zuccheri porta a una secrezione di insulina più rilevante, tanto che, spesso, si passa rapidamente da una condizione di iperglicemia post prandiale a quella di ipoglicemia reattiva (si tratta di solito di una ipoglicemia "relativa": nel range di normalità, ma verso il basso).
La velocità con cui uno zucchero puro passa nel sangue è definita dall'indice glicemico. Si tratta di un calcolo che confronta lo stesso quantitativo di zuccheri proveniente da alimenti diversi.
Per fare un esempio d'impatto immediato, assumendo 100 grammi di zuccheri di sedano rapa, lo zucchero nel sangue aumenta con una velocità molto simile a quella di 100 grammi di zucchero presi dal riso.

L'indice glicemico del sedano rapa e quello del riso sono quasi gli stessi, ma risulta assolutamente intuitivo comprendere che per ottenere 100 grammi di zucchero di sedano rapa serve mangiarne molto di più di quanto invece non avvenga con il riso, di cui basta consumarne decisamente meno per ottenere gli stessi 100 grammi di zuccheri.
Diventa dunque necessario introdurre un nuovo metodo di valutazione, in grado di calcolare la capacità dell'intero alimento di alzare la glicemia: si tratta dell'impatto glicemico.
Tale valore sarà spesso nettamente differente perché la velocità di passaggio nel sangue degli zuccheri è marcatamente influenzata, tra le altre cose, dal contenuto di fibra, grassi e proteine dell'alimento.
Il riso bianco, che un'altissima percentuale di carboidrati, continuerà ad avere un impatto glicemico molto alto, il riso integrale avrà un valore un po' più basso, grazie alla maggior presenza di fibra, mentre il sedano rapa, che contiene moltissima fibra e acqua a fronte di una percentuale di zuccheri molto bassa, avrà un valore bassissimo.
Lo stesso concetto può essere ampliato e utilizzato, concettualmente, per comporre i propri pasti: mangiare un cioccolatino da solo ha un effetto diverso dal mangiare lo stesso cioccolatino all'interno di un pasto completo che contenga una buona quota di fibra e proteine.
Poiché una delle azioni principali di un eccesso d'insulina (come risposta a un aumento troppo rapido degli zuccheri nel sangue) è lo stimolo all'accumulo di grasso, risulta evidente che scegliere alimenti e combinazioni nutrizionali a basso impatto glicemico condizioni positivamente il mantenimento di una buona forma fisica, agendo per altro anche sul senso di sazietà e sul mantenimento di un buono stato dell'umore (le ipoglicemie reattive non fanno bene né alla fame né allo spirito). Per questo, abbinare sempre una quota proteica a quella di carboidrati, utilizzare con intelligenza i grassi (anche loro abbassano l'impatto glicemico) e scegliere, il più possibile, carboidrati integrali (o quelli contenuti in frutta e verdura, che producono un impatto glicemico tendenzialmente basso) è uno dei modi più semplici, gustosi ed efficaci per aiutarsi a stare bene, sani e in forma.

mercoledì 27 aprile 2016

Alimentazione ed evoluzione



Cari Lettori e Lettrici,
oggi siamo dei dottori. In un mondo dove si sente tutto ed il contrario di tutto, proviamo a dare una guida su quella che è stata l'evoluzione dell'alimentazione umana. Dalle scimmie antropomorfe e l'uomo preistorico ai giorni nostri. Come dobbiamo alimentarci e chi ha ragione la paleo dieta o quella vegan?
Buona visione.

Scheda allenamento forza per il bodybuilding



Cari Lettori e Lettrici,
oggi siamo un pò "ingegneri del corpo" nel senso che ci occupiamo della "Biomeccanica Muscolare" e di come possiamo evitare di stressare il nostro sistema Psico-Fisico.
Consiglio inoltre, per chi ha un canale YouTube personale, di aggiungere nell'elenco dei "Preferiti" il Canale dei miei amici nonchè colleghi
project inVictus

Buona visione.

martedì 26 aprile 2016

Gli alimenti senza glutine: finalmente una chiarezza

In questo post propongo un elenco più dettagliato di quali sono gli alimenti senza glutine che possono essere inclusi con sicurezza nella dieta di quegli individui che soffrono del morbo celiaco. Ricordiamo che il glutine è una componente proteica presente in alcuni tipi di cereali come ad esempio l’orzo il farro, il frumento e la segale. I soggetti intolleranti a questa sostanza, se la ingeriscono tramite l’alimentazione, vanno incontro a problemi di vario genere, in alcuni casi (le persone particolarmente sensibili) anche gravi. Chi soffre di celiachia è obbligato a consumare alimenti senza glutine, al momento infatti non esistono cure per questa patologia e l’unica soluzione che si prospetta è quella di scegliere con attenzione agli alimenti da includere nella propria dieta. Alimenti Senza Glutine A tutela delle persone che soffrono di celiachia l’Associazione Italiana Celiachia (AIC) ha creato un simbolo di proprietà dell’Associazione (marchio registrato) che prende il nome di spiga barrata. I destinatari di questo simbolo sono tutti quegli alimenti per i quali è stata certificata in modo inequivocabile l’idoneità ed essere consumati da parte dei celiaci. In pratica gli alimenti contrassegnati dalla spiga barrata hanno un contenuto inferiore ai 20 milligrammi per chilogrammo così come indicato anche dal Ministero della Salute. Sul sito dell’AIC, previa registrazione, è possibile consultare online il prontuario con l’elenco completo degli alimenti senza glutine e delle relative ditte produttrici che possono essere utilizzati in modo sicuro dai celiaci. 


Anche sul sito del Ministero della Salute è possibile consultare la lista completa ed aggiornata degli alimenti sicuri con la relativa ditta produttrice. Lista Alimenti Senza Glutine Cereali in chicchi Riso Miglio Quinoa Mais Teff Sorgo Amaranto Manioca Frutta.


Tutti i tipi di frutta allo stato naturale non contengono glutine Frutta sciroppata Frutta secca e disidratata Legumi e Verdura Tutti i legumi e le verdure allo stato naturale non contengono glutine Tutti i tuberi come le patate ed il topinambur I funghi freschi Carne e Pesce Tutti i tipi di carne e pesce freschi sono alimenti sicuri per i celiaci, se si acquistano confezionati che contengono più ingredienti, controllare sempre l’etichetta. Uova Latte e derivati Latte fresco e a lunga conservazione Yogurt naturale Formaggi freschi e stagionati Panna fresca e a lunga conservazione Bevande Calde Caffè, tè, camomilla e tisane alla frutta o alle erbe Anche il miele è uno degli alimenti senza glutine ed è quindi sicuro per i celiaci. La Contaminazione Uno dei problemi degli alimenti senza glutine è appunto la contaminazione; con questo termine si fa riferimento alla possibilità che un alimento naturalmente privo di glutine entri in contatto con questa sostanza durante le fasi di lavorazione o di confezionamento. Nei processi di lavorazione industriale infatti è probabile che la stessa linea di lavorazione degli alimenti contenenti glutine venga utilizzata anche per la lavorazione di alimenti senza glutine. 



In questo caso si ha quindi una contaminazione accidentale che, a seconda della sua entità, può provocare seri problemi ad un celiaco che ignaro si alimenta con un cibo contaminato. I prodotti contrassegnati dalla spiga barrata rappresentano un ulteriore sicurezza da questo punto di vista in quanto il marchio viene concesso solo ed esclusivamente a quelle aziende il cui processo produttivo è stato esaminato e considerato sicuro. Alimenti Senza Glutine, Conclusioni Visto il continuo aumentare delle persone intolleranti al glutine oggigiorno è sempre più facile trovare in commercio alimenti senza glutine. Se fino a qualche anno fa questi alimenti erano considerati un prodotto di nicchia ed erano disponibili solamente nei negozi specializzati e nelle farmacie, oggi gli si possono acquistare al supermercato e soprattutto online. Il problema a cui vanno incontro le persone che soffrono di questa intolleranza è quello che riguarda l’alimentazione quando si è lontani da casa. Se infatti a casa nostra siamo in grado di procurarci gli alimenti adatti a questo problema, quando siamo in viaggio la cosa non è così facile. Fortunatamente, grazie al crescente numero di celiaci, stanno nascendo catene di ristoranti e pizzerie che preparano piatti appositamente studiati per queste persone. L’AIC, mette a disposizione un’applicazione gratuita per cellulari con la quale è possibile scansionare il codice a barre dei prodotti per verificare che siano inseriti nel prontuario. L’applicazione permette anche di consultare la mappa dei ristoranti che prevedono un menù per i celiaci. In ultimo, con quest’applicazione, è possibile consultare il prontuario aggiornato degli alimenti senza glutine.

giovedì 31 marzo 2016

La Paprika: una spezia preziosa

La paprika (o paprica) è una spezia che si ricava da una varietà di peperoni che vengono prima essiccati e poi macinati. Il tipo di peperone che si utilizza per la produzione di paprica è il Capsicum annuum. La spezia è una polvere di colore rossastro le cui sfumature e piccantezza variano in base al tipi di peperoni utilizzati. Vi sono infatti diversi tipi di questa spezia: la paprika dolce di color rosso chiaro e dal gusto appunto dolce, quella semi-dolce caratterizzata da un colore un po’ più scuro e un po’ piccante e d infine la paprica piccante dal colore rosso acceso e molto piccante. La paprika contiene l’ 1 % d’acqua, il 12,9 % di grassi, il 14 % di proteine, il 35% di fibra alimentare, il 10,3 % di zuccheri ed il 7,6 % di ceneri. I minerali: calcio, potassio, sodio, fosforo, ferro, zinco, magnesio, rame, manganese e selenio. Le vitamine: vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, Vitamine E, K e J. La paprica contiene alfa e beta-carotene, luteina e zeaxantina. Gli zuccheri si dividono in glucosio, fruttosio, saccarosio e galattosio. Aminoacidi: acido aspartico e acido glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, fenilalanina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina. La paprika contiene capsaicina che è il principio attivo presente nei peperoni e peperoncini ed è una delle sostanze responsabili delle proprietà e dei benefici della spezia. Benefici per la pelle: contiene beta-carotene che viene poi convertito dall’organismo in vitamina A. Questa vitamina ha un ruolo fondamentale per la salute della pelle in quanto la mantiene sana, previene la formazione di rughe e mantiene una carnagione luminosa. Con un cucchiaio di paprika e due di miele si può preparare una maschera di bellezza che andrà applicata per 20 minuti sul viso. Prima dell’applicazione si consiglia di verificare la presenza di eventuali allergie. Vene varicose: recenti studi sostengono l’utilità di questa spezia per trattare le vene varicose, sembra infatti che le proprietà della paprika abbiano effetti benefici su vene e sangue, la sua assunzione regolare è quindi consigliata alle persone interessate da questa patologia. Antinfiammatoria: la spezia, grazie alla presenza di capsaicina, ha proprietà antinfiammatorie che possono contribuire ad alleviare l’artrite ed i dolori articolari. Radicali liberi: ha un buon contenuto di composti antiossidanti (vitamine, beta-carotene, luteina, criptoxantina) che sono in grado di contrastare l’attività dei radicali liberi con conseguenti benefici in termini preventivi di molte malattie, alcune anche gravi. Digestiva: la sua assunzione stimola la produzione di saliva e di acidi nello stomaco favorendo così la digestione. Sonno: la vitamina B6 presente nella paprica contribuisce alla produzione di melatonina ed aiuta quindi a mantenere un normale ciclo del sonno. Salute degli occhi: il colore rosso della paprika è dovuto alla buona presenza di carotenoidi. Questi composti, come ad esempio il beta-carotene, la luteina e la zeaxantina, aiutano gli occhi a filtrare i raggi nocivi del sole evitando patologie come la cataratta e la degenerazione maculare. Abbassa la pressione: è stato dimostrato che la capsaicina ha proprietà utili ad abbassare la pressione arteriosa. Un consumo regolare e moderato è in grado di rilassare i vasi sanguigni con effetti benefici sul sistema cardiocircolatorio. Fa bene ai capelli: la paprika ha un buon contenuto di ferro, la sua presenza aiuta l’ossigenazione dei bulbi piliferi dei capelli mentre altre sostanze favoriscono la circolazione sanguigna nel cuoio capelluto. Questi due fattori aumentano la salute dei capelli ed aiutano a prevenirne la caduta. Calorie 100 grammi di paprika forniscono 280 calorie. Controindicazioni Non presenta particolari controindicazioni, la sua assunzione è sconsigliata alle persone allergiche o sofferenti di colite. In caso di dubbi rivolgesi al proprio medico. Curiosità L’utilizzo della paprika è molto diffuso in Ungheria da dove si ritiene provenga la spezia di migliore qualità. In Ungheria la parola paprika significa peperone, la spezia viene utilizzata per la preparazione del gulasch, un piatto tipico della cucina ungherese. Pare che in alcune parti del mondo la spezia sia utilizzata per tingere i capelli grigi e dare loro una sfumatura rosso chiaro.

giovedì 21 gennaio 2016

Concetto d'ignoranza da un punto di vista filosofico

Vi propongo alcune riflessioni su Avidya (ignoranza) come causa della sofferenza umana, tema centrale degli Yoga Sutra di Patanjali.
Avidya è l'ignoranza implica un continuo processo di auto-inganno sui princìpi di realtà dei fenomeni: il non rendersi conto che la cupidigia e l'odio, gli altri due veleni, sono fonte di dolore comporta l'accettazione dell'inganno come "normalità".
Avidya possiamo intenderla come risultato dell'accumulo delle nostre azioni inconsce, i giudizi e le azioni che abbiamo prodotto meccanicamente per anni che viene chiamiamo Samskara. Le abitudini si stratificano ricoprendo la mente di Avidya, come stendessero
una patina sulla chiarezza della coscienza.
Ci sono due livelli di percezione uno nel nostro profondo libero da Avidya l'altro superficiale invece oscurato da Avidya.




Avidya ha la caratteristica di rimanere nascosta, più facili da individuare sono le sue ramificazioni:
ASMITA: è ciò che chiamiamo "io" Io devo fare meglio degli altri, Io ho ragione
RAGA: continua richiesta di qualcosa, non ne abbiamo mai abbastanza, attaccamento
DVESA: opposto di Raga esprime avversione, rifiuto di espienze o situazioni che in passato hanno provocato dolore
ABHINVESA: la paura, di giudizio, invecchiare,
Le quattro ramificazioni di AVIDIA velano la nostra percezione provocano insoddisfazione.
Ci rendiamo conto di AVIDYA attraverso la sua assenza quando proviamo un senso di pace e serenità
allora percepiamo l'oggetto in modo corretto; non c'è tensione ne conflitto ne agitazione
In relazione a questo tema Patanjali si esprime così:
II.3  Gli ostacoli sono: le interpretazioni errate, la confusione dei valori, l'attaccamento eccessivo, l'avversione irragionevole e l'insicurezza.
II.4  Le interpretazioni errate sono la fonte di tutti gli altri ostacoli. Questi non compaiono necessariamente tutti insieme e il loro impatto è variabile. A volte sono oscuri e appena visibili. Altre volte sono evidenti e dominanti.
II.5 Le interpretazioni errate inducono a errori nella comprensione del carattere , dell'origine e degli effetti degli oggetti percepiti
Una corretta percezione porta ad una azione corretta.
Ciò che in un dato momento appare di grande aiuto , si trasforma in seguito in un problema. Pensiamo alla gioventù alla bellezza legate alla impermanenza.
Avidya è l'ignoranza implica un continuo processo di auto-inganno sui princìpi di realtà dei fenomeni: il non rendersi
conto che la cupidigia e l'odio, gli altri due veleni, sono fonte di dolore comporta l'accettazione dell'inganno come "normalità".

martedì 29 dicembre 2015

Cari lettori e lettrici,
mi è capitato di cucinare per queste feste un'ortaggio di stagione ed essendo ultimamente accessibile anche nei negozi biologici, ne voglio condividere le loro caratteristiche per il rapporto Qualità/Prezzo.
I broccoli sono una pianta appartenente alla famiglia delle Crocifere, il suo nome scientifico è Brassica oleracea. Il broccolo appartiene alla stessa famiglia dei cavoli, cavolfiori e rape.
Diversamente dagli altri vegetali appartenenti alla famiglia delle Crocifere ha un più alto contenuto di vitamine e minerali.
I broccoli sono originari dell’area mediterranea e ad oggi vengono coltivati un po’ in tutte le zone del mondo. Come il cavolo sono un ortaggio invernale e, anche se è possibile trovarlo in commercio tutto l’anno, è nella stagione fredda che vi è una maggiore disponibilità ed i prezzi quindi sono più bassi.

Broccoli Composizione Chimica
I broccoli crudi contengono l’89,3 % di acqua, lo 0,4 % di grassi, il 2,6 % di fibra alimentare, il 2,8 % di proteine, l’1,4 % di zuccheri e lo 0,8 % di ceneri.
Le vitamine: sono presenti la vitamina A, le vitamine B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, vitamine E, K e J. Sono inoltre presenti i folati, la criptoxantina, il kempferolo, il beta-carotene, la luteina e la zeaxantina e gli acidi grassi omega 3, tutti costituenti con forti proprietà antiossidanti.
I minerali: potassio, fosforo, ferro, magnesio, sodio, zinco, calcio, rame, fluoro e selenio.
Gli zuccheri si dividono in fruttosio e destrosio con una piccola percentuale di saccarosio.
Questi gli aminoacidi presenti nei broccoli: acido aspartico e acido glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, fenilalanina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, valina. prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano e treonina.



Broccoli proprietà e Benefici

Proprietà antitumorali: secondo uno studio svolto dal National Cancer Institute negli Stati Uniti i broccoli sono uno dei vegetali con proprietà antitumorali più spiccate. Contengono infatti un’alta percentuale di antiossidanti che sono rappresentati dalla vitamina A, la vitamina C, i flavonoidi, il beta-carotene, la criptoxantina, la luteina e la zeaxantina. Gli studi hanno dimostrato che questi composti aiutano l’organismo a proteggersi da alcuni tipi di tumore: seno, prostata, colon, vescica e polmone gli organi più interessati dai benefici dei broccoli.
Proteggono dalle malattie cardiache: l’abbondanza di acido folico (folati) è importante per la prevenzione della patologie legate al cuore ed allo stesso tempo assicura il mantenimento di una buona condizione mentale ed emotiva.
Anti anemici: i broccoli sono una buona fonte di ferro che viene meglio assorbito dall’organismo grazie all’abbondanza di vitamina C e di acido folico. Il consumo di questo ortaggio è quindi consigliato in quelle situazioni in cui si è più a rischio di sviluppare l’anemia, come ad esempio le donne in gravidanza e in allattamento.
Contrastano la ritenzione idrica: sono ricchi di potassio, un minerale in grado di regolarizzare il livello di liquidi nel corpo e di prevenire quindi la ritenzione idrica.
Proprietà digestive: il buon contenuto di fibre, in unione con la vitamina B6 che è necessaria per la formazione di alcuni enzimi digestivi, aiuta il processo digestivo e previene la stipsi.
Disintossicanti: le proprietà antiossidanti dei broccoli si rivelano utili anche per la disintossicazione del corpo. Alcuni suoi costituenti infatti stimolano il fegato a depurare il sangue dalle sostanze nocive.
Benefici per la pelle: la vitamina A, insieme al beta-carotene, alla luteina e la zeaxantina coopera per mantenere in salute le mucose e la pelle.
Salute degli occhi: la vitamina A inoltre, è necessaria per la salute degli occhi, in particolare previene la degenerazione maculare della retina tipica dell’età avanzata.
Donne in gravidanza: gli studi hanno dimostrato che mangiare broccoli e verdure ricche di folati è d’aiuto alle donne in gravidanza in quanto contribuisce a prevenire difetti al tubo neurale del figlio che deve nascere.
Prevengono le infezioni: i broccoli hanno proprietà antinfettive dovute alla presenza di alcune sostanze, vitamine A e C in particolare, che rafforzano il sistema immunitario. Consumare con regolarità questi ortaggi equivale a prevenire eventuali infezioni dell’apparato respiratorio.
Regolano la pressione arteriosa: calcio, potassio e magnesio contribuiscono, con le loro proprietà, a regolare la pressione arteriosa.
Abbassano il colesterolo: come abbiamo visto i broccoli hanno un buon contenuto di fibra alimentare che non solo è utile per la digestione ma è anche d’aiuto per l’eliminazione del colesterolo in eccesso dall’organismo. In questo compito la fibra viene aiutata anche dagli antiossidanti.
Allergie: i broccoli sono una buona fonte di un  un flavonoide chiamato kempferolo, recenti studi hanno rilevato come questa sostanza sia in grado di ridurre gli effetti degli allergeni sul nostro organismo.

Calorie dei Broccoli
Sono una verdura a basso apporto calorico, ogni 100 gr di parte edibile abbiamo 34 calorie.

Controindicazioni dei Broccoli
A causa del contenuto di fibre insolubili, possono provocare gas intestinali e quindi gonfiori addominali. Si consiglia un utilizzo moderato di questo ortaggio ai soggetti con problemi di gastrite o gastrointestinali.
Se consumati crudi aumentano il fabbisogno di iodio da parte dell’organismo per cui potrebbero causare qualche problema alla tiroide.
Secondo l’Ohio University Medical Center il consumo di broccoli è sconsigliato alle persone che assumono farmaci anti coagulanti. La presenza di vitamina K può interferire con tali farmaci.

Curiosità
Il miglior modo per attingere alle proprietà ed i benefici dei broccoli è quello di consumarli crudi.
Il miglior modo di consumarlo cotto è al vapore, con questo tipo di cottura il broccolo ha una minima perdita di proprietà organolettiche rispetto agli altri tipi di cottura. Lo stesso vale per la cottura al microonde che preserva gran parte delle loro proprietà.
Il nome pare derivare dalla parola latina brachium che significa letteralmente braccio ma che può essere utilizzato anche come ramo, probabilmente ad indicare la forma cespitosa dei broccoli che ricorda quella degli alberi.
I broccoli sono stati introdotti negli Stati Uniti durante il periodo coloniale ad opera dei migranti italiani che lo portarono con loro e lo coltivarono per averlo sempre disponibile.
Il 90 % dei broccoli consumati negli Stati Uniti sono prodotti in California.
La Cina è al primo posto nel mondo per quanto riguarda la produzione di broccoli.





Spero sia stato utile per voi.
Ed ecco un bel PDF interessante relativo alla combinazione degli ALIMENTI:

Libro, La facile combinazione degli alimenti



venerdì 21 agosto 2015

Diventare vegetariano in semplici passi

Cari Lettori e Lettrici,
vi propongo un “piano d’azione” di 5 passi che si possono mettere immediatamente in pratica per riuscire a cucinare vegetariano ogni giorno in maniera semplice e veloce:




1. Mangiate a pranzo quello che avete cucinato la sera prima
Mentre a cena riesce a preparare un pasto completo e salutare, a pranzo si ha poco tempo a disposizione e quindi ci si ritrova a mangiare qualcosa di veloce da preparare, che il più delle volte consiste in un semplice piatto di pasta, senza neanche un accompagnamento di verdure, perché richiedono troppo tempo per essere cucinate. Questo non va bene, ma può essere facilmente risolto così: quando alla sera si prepara la cena, cucinate il doppio delle porzioni! In questo modo al pranzo del giorno dopo vi ritroverete con un pasto completo e già pronto da mangiare (al massimo da scaldare in 5 minuti). Pensateci: cucini una sola volta al giorno (la sera) e dimezzi il tempo che sei ai fornelli!

2. Fate una lista delle ricette preferite
Diciamoci la verità: una delle cose più estenuanti e che fa perdere più tempo ogni giorno è pensare a cosa cucinare! Il primo passo per rimediare a questo problema è creare una lista con tutte le ricette preferite da te e dalla vostra famiglia, magari dividendola per portate o per tipi di alimenti usati, in modo da avere delle idee a cui fare facilmente riferimento.

3. Create due menù settimanali e alternateli
Partendo dall’elenco delle ricette preferite, decidete quali preparare e in che giorni della settimana. Sceglietene altre e create un elenco per una seconda settimana. Adesso avete ben due menù che potete alternare ogni settimana, per non cadere nella monotonia, e al tempo stesso per non dover pensare ogni giorno a cosa cucinare! Ogni tanto potete rivedere questi menù, ad esempio suggerisco di cambiarli ogni 2/3 mesi per adattarli ai diversi ingredienti freschi di stagione (ortaggi, verdura, frutta).

4. Congela legumi e cereali
Cucinare legumi e cereali è la parte più impegnativa dell’alimentazione vegetariana (anche se ci sono diversi modi per cucinarli in breve tempo). Un modo ulteriore per risparmiare tempo è di prepararne in abbondanza e congelare le porzioni che non ti servono. Invece di cucinare cereali e legumi ogni giorno, cucinateli tutti in una volta (un intero pacchetto!), divideteli in porzioni e conservateli in freezer. La prossima volta che ne avrete bisogno, dovrete solo scongelarli!

5. Fai la spesa degli alimenti a lunga conservazione una sola volta al mese
Cereali, legumi secchi, bevande, sono solo alcuni degli alimenti che si conservano in dispensa e che hanno scadenze lunghe. Non c’è nessun motivo di andarli a comprare ogni settimana o alla bisogna. Prova a fare una lista della spesa inserendo le quantità di questi alimenti sufficienti per un mese, e comprateli tutti insieme: risparmierete un sacco di tempo durante la tua spesa settimanale!
Già solo questi cinque passi abbattono drasticamente il tempo speso in cucina, quindi mi raccomando metteteli subito in pratica!
E voi, riuscite a mangiare sano e vegetariano senza spendere ore e ore ai fornelli?
Fammi sapere lasciando un commento qui sotto e se questo articolo ti è piaciuto condividilo con i tuoi amici!

L'alimento indispensabile: la carota

Cari lettori e lettrici,
voglio rendervi partecipi di una mia ricerca riguardo un eccellente alimento che consumo ogni giorno: la carota.
Le carote sono uno dei vegetali più usati in cucina e a volte diamo per scontati i loro incredibili benefici sulla salute.
Sono uno dei migliori spezzafame, si possono usare per preparare centrifugati e succhi, sono un’ottima aggiunta a zuppe e stufati, e da sempre sono rinomate per le loro proprietà medicinali.
La particolarità delle carote è il sapore molto dolce. Eppure non sono solo buone, ma anche estremamente utili per tuo corpo. Infatti sono molto benefiche per i polmoni, rafforzano il pancreas e migliorano le funzioni del fegato.
Stimolano l’eliminazione delle sostanze di scarto, sono diuretiche e dissolvono gli accumuli, come cisti e tumori.




Le carote sono l’ortaggio migliore per regolarizzare la digestione e sono molto utili per curare le indigestioni dovute a un’eccessiva acidità di stomaco. E puoi usarle anche contro diarrea e dissenteria cronica.
Le carote sono alcalinizzanti, per questo contrastano tutti i disturbi legati a una condizione di acidità del sangue, come acne, tonsilliti e reumatismi.
Secondo il dipartimento dell’agricoltura:
“Le carote fanno parte della famiglia del prezzemolo, che comprende anche sedano, anice e aneto. Come molti vegetali, la fama delle carote si concentra sulle proprietà medicinali e la capacità di curare una vasta gamma di disturbi e malanni.”

Beta-Carotene e altro: quali nutrienti si trovano nella carote?
Una porzione di carote (una carota media o 1/2 tazza di carote tagliate) fornisce:

• 210% della dose giornaliera raccomandata di Vitamina A
• 10% di Vitamina K
• 6% di Vitamina C
• 2% di calcio

L’alto contenuto di vitamina A, per cui le carote sono conosciute, viene dal beta-carotene, che è convertito in Vitamna A nel fegato. Questo è il motivo per cui “carote” e “carotene” sono due parole simili. La parola carotene è stata inventata nel 19esimo secolo da uno scienziato tedesco dopo aver cristallizzato il composto dalla radice della carota.
L’olio di semi di carota contiene anche potassio, Vitamina B6, rame, acido folico, tiamina e magnesio.
Mangiare le carote come parte di una dieta equilibrata, grazie ai suoi nutrienti, ti proteggerà da infarto e ictus aiutandoti a costruire ossa forti e un buon sistema nervoso.
Dalle malattie cardiache al cancro: ecco cosa dicono le ricerche a proposito delle carote
C’è una buona ragione per includere le carote nella tua dieta quotidiana, la scienza sostiene fortemente che possono aiutarti a ridurre i rischi di malattie croniche.

Carote e malattie cardiache

Mangiare più frutta e verdura di colore arancio è associato a minori rischi di malattia cardiaca congenita (CHD). In particolare le carote sono associate a rischi di CHD minori del 32%, e questo ha portato la ricerca a concludere (2):

“… un apporto di frutta e verdura arancio, specialmente le carote, può proteggere dalla CHD.”

Il consumo di carote è stato anche associato a minori rischi di infarto nelle donne (3).

Carote e cancro
Gli antiossidanti presenti nelle carote, incluso il beta-carotene, svolgono un ruolo chiave nella prevenzione del cancro.
La ricerca ha evidenziato che i fumatori che mangiano carote più di una volta a settimana hanno minori rischi di cancro ai polmoni (4), mentre una dieta ricca di beta-carotene può proteggere dal cancro alla prostata (5).
Il consumo di beta-carotene è anche associato a minori rischi di cancro al colon (6) mentre il succo di carota può uccidere le cellule della leucemia e inibire il loro sviluppo (7).
Le carote contengono anche falcarinolo, una tossina naturale che le protegge dalle malattie dei funghi. Si pensa che questo composto possa stimolare il meccanismo di difesa dal cancro nel corpo, e si è visto che riduceva i rischi di sviluppo di tumore nei ratti (8).

Carote e vista
Una carenza di vitamina A può portare al deterioramento dei fotorecettori dei tuoi occhi, che conduce a problemi di vista. Mangiare cibo ricco di Beta-carotene può migliorare la vista (9).

Carote e salute del cervello
Si è visto che l’estratto di carota è utile per le disfunzioni cognitive e può dare benefici alla memoria e abbassare i livelli di colesterolo (10).

Carote e protezione del fegato
L’estratto di carota può aiutare a proteggere il fegato dagli effetti tossici dei prodotti chimici presenti nell’ambiente (11).

Carote e proprietà anti-infiammatorie
L’estratto di carota ha anche proprietà anti-infiammatorie e fornisce benefici significativi se paragonato a medicinali anti-infiammatori come Aspirina, Ibuprofene, Naproxene e Celebrex (12).
I benefici delle carote si mantengono (anzi, aumentano) anche in cottura
Le carote crude sono un cibo ottimo, ma alcune ricerche hanno evidenziato che cuocerle potrebbe potenziare ancora di più il loro contenuto nutritivo.
Uno studio ha scoperto che le carote cotte hanno livelli di beta-carotene e acido fenolico più alti delle carote crude, e l’attività antiossidante ha continuato ad aumentare per un periodo di 4 settimane.
E se le carote hanno anche la buccia, il livello di antiossidanti è ancora più alto (13).

Come cucinare le carote
Puoi mangiare le carote crude, tagliate a julienne, in piccole quantità e condite con germogli, olio e gomasio.
Le carote possono essere cucinate insieme ad altre verdure in una zuppa calda e speziata.
Altrimenti puoi cucinarle a vapore (una cottura leggera e che mantiene tutte le proprietà), saltarle in padella con poco olio e sale alle erbe, o stufarle con altre verdure.
Cucinate in una zuppa o passate sono benefiche per chi ha una digestione debole.

sabato 25 luglio 2015

Troppi Test sugli alimenti

Una persona su quattro oggi attribuisce i propri sintomi di malessere a intolleranze alimentari. Capita così che ci si convinca di avere una qualche intolleranza alimentare portando solo ad uno spreco di soldi ed inoltre ad un impoverimento nella dieta, con rischi e squilibri nutrizionali.
Io consiglio di far affidamento SOLO ad questi test diagnostici:

  • H2-BREATH-TEST al lattosio
  • SCREENING SIEROLOGICO per la celiachia nel sospetto d'intolleranza al glutine. 
  • TEST di esposizione ORALE ad alcuni conservanti in grado di dare alcuni sintomi simil-allergici (SOLFITI, BENZOATI, TARTRAZINA)


sabato 4 luglio 2015

Distinguere la Fame dal Desiderio di Cibo

Cari lettori e lettrici,
ecco un mio importante punto di vista.
Sarebbe tutto più semplice se mangiassimo solo quando abbiamo fame e bevessimo solo quando abbiamo sete.
Purtroppo non ne siamo capaci.
Il nostro corpo si è così adattato al cattivo cibo e alle abitudini errate che non riesce più a riconoscere e leggere i propri segnali, non riesce più a distinguere la vera fame dal desiderio di cibo.
“Un cervo cammina calmo davanti a un branco di leoni che hanno appena ucciso e divorato la loro preda. Il cervo sa istintivamente che un leone non mangia più di quello di cui ha bisogno.”
Se un pezzo di cioccolata potesse camminare, non si avvicinerebbe mai ad un uomo, nemmeno se quell’uomo ha appena finito un pasto da 5 portate.
Durante un esperimento, a due gruppi di bambini dell’età di 3 e 5 anni è stata data una grossa porzione di maccheroni. I bambini di 3 anni hanno smesso di mangiare quando non avevano più fame, mentre quelli di 5 anni hanno continuato a mangiare anche dopo che erano sazi. (1)
Secondo Barbara Rolls, PhD, della Pennsylvania State University, i comportamenti appresi superano l’istinto man mano che si cresce. Quindi il gruppo più giovane coinvolto nell’esperimento ha ascoltato il proprio corpo e istintivamente ha smesso di mangiare quando era soddisfatto, mentre l’altro gruppo aveva già imparato a a scegliere il pezzo più grosso di torta o a pulire tutto il piatto.
Dal momento che il nostro corpo è ormai programmato per ignorare i veri bisogni, come possiamo insegnargli la differenza tra desiderio e vera fame?
Quando hai fame, vorresti ogni tipo di cibo. Quando hai desiderio, è per un cibo in particolare.
Quando sei davvero affamato, hai bisogno di soddisfare quella fame. E’ un richiamo naturale, e qualsiasi tipo di cibo soddisferà quella richiesta psicologica. Quando l’obiettivo sarà raggiunto e la fame sarà soddisfatta, non sentirai più l’esigenza di cibo. Questo è il motivo per cui gli animali o i bambini di 3 anni istintivamente smettono di mangiare quando sono sazi.
Al contrario, il desiderio smodato di cibo e il mangiare più di quanto serve non sono istintivi. Non hai bisogno di quel cibo specifico, è solo desiderio.
Il desiderio e il mangiare più di ciò di cui hai bisogno sono abitudini apprese, radicate nel tempo attraverso l’intricato meccanismo di formazione delle abitudini.
Ecco 5 strategie per rieducarsi a mangiare solo quando hai fame e a idratarsi a sufficienza, e come sconfiggere il desiderio di mangiare più del dovuto una volta per tutte.

1. Bevi acqua calda lontano dai pasti per mantenerti sempre idratato
Cerca di bere 1 litro e 1/2 d’acqua lontano dai pasti. Spesso ignoriamo che la nostra vera necessità è bere e confondiamo la sete per fame. Ma ricorda: nessun cibo può placare la sete. Quindi educati a bere!

2. Se vuoi uno spezza-fame opta per qualcosa di sano
Se nonostante abbia placato la tua sete tra i pasti continui a sentirti affamato dopo 10-20 minuti, cerca di combattere il desiderio di cibi industriali. Opta per una carota, un gambo di sedano o un frutto. Non solo queste opzioni aggiungeranno nutrienti alla tua dieta, ma ti faranno anche sentire più pieno più a lungo di una confezione di patatine o del cioccolato.

3. Fai in modo che la tua casa sia a prova di “dipendenze”
Se elimini la fonte del tuo mangiucchiare continuamente, ci saranno sicuramente minori probabilità che tu indulga nel cibo spazzatura. Questo è vero soprattutto per le persone che trascorrono la maggior parte del tempo a casa e, più nello specifico, in cucina.
A casa, lo sgranocchiare può protrarsi all’infinito. Quindi cerca di non portare a casa cibo che non vuoi mangiare, non lo comprare!

4. Limita la quantità e la scelta di cibo a tavola
Quando ci sediamo a tavola e siamo circondati da tante abbondanti pietanze diverse, è facile mangiare più di quanto ci serva. Un’indagine condotta su 39 animali e uomini ha scoperto che il consumo di cibo aumenta quando un pasto ha più varietà, ed è associato ad aumento di peso e grasso.

Quindi limita la scelta di cibo ai pasti. Proteine, verdure, grassi di buona qualità e una porzione di cereali integrali. Niente pane, gallette o accompagnamenti.

5. Mangia molta verdura durante i pasti
Ricchi di fibre, i vegetali ti lasciano la sensazione di pienezza e non ti fanno esagerare con il cibo.

Anche se il tuo appetito è superstimolato durante i pasti, è più difficile esagerare nel mangiare quando il tuo corpo è pieno di nutrienti verdure.
L’obiettivo principale di un programma di salute o di perdita di peso dovrebbe essere quello di riprogrammare il corpo al suo ritmo naturale ristabilendo la sua naturale integrità e il suo istinto.
In questo modo mangerai quando avrai fame e smetterai quando sei sazio – perché questo è quello che avviene naturalmente. Proprio come quello degli animali, il tuo corpo istintivamente fa la scelta giusta.

venerdì 13 febbraio 2015

La catalogna: proprietà e caratteristiche

La catalogna, nome scientifico Chichorium intybus, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae; la catalogna è conosciuta con molti altri nomi, questo dipende dalle regioni e dai dialetti tipici di ogni zona. Alcuni dei nomi più popolari con cui è conosciuta la cicoria sono cicoria asparago e cicoria catalogna. La catalogna, che come vedremo è un ortaggio in possesso di alcune proprietà benefiche, è di colore verde scuro ed è caratterizzata da un gusto particolarmente amaro. La catalogna viene coltivata un po' in tutta Italia, in particolar modo in Veneto e nel Lazio; il periodo migliore per la raccolta è quello autunnale. La catalogna contiene il 90 % circa di acqua, fibra alimentare ( circa il 3,5 % ), proteine ( 1,2 % ), vitamine A e C. 




Per quanto riguarda i minerali, nella catalogna sono presenti sodio, calcio, fosforo, potassio e ferro. La catalogna ha soprattutto proprietà diuretiche e blandamente lassative e, grazie alla buona presenza di minerali, la catalogna è considerata un alimento mineralizzante; per beneficiare di queste proprietà però la catalogna va mangiata cruda in quanto il calore della cottura deteriora alcune delle sue proprietà organolettiche. L'assunzione di catalogna apporta benefici al processo digestivo ed allo stesso tempo aiuta a depurare l'organismo; grazie al suo basso apporto calorico, la catalogna si rivela particolarmente utile nei regimi alimentari di chi vuole perdere peso. In ultimo, la catalogna, ha anche proprietà benefiche sulla circolazione sanguigna, sulla bile e sul fegato. Si può approfittare di alcuni effetti benefici della catalogna anche bevendone l'acqua di cottura. Una delle varietà più conosciute e diffuse in Italia di catalogna è la catalogna di Chioggia, caratterizzata da coste large e bianche con le tipiche foglie dentellate. Un'altra varietà piuttosto nota è quella che proviene dal Lazio, ovvero la catalogna di Gaeta, caratterizzata da foglie frastagliate con gambi un po' più lunghi. La catalogna del Veneto invece non ha le foglie frastagliate ed ha le coste bianche. Per chi ama magiare la catalogna cotta, il microonde può rappresentare un'ottima alternativa ai tradizionali metodi di cottura. Un volta cotta nel forno a microonde in una pirofila in vetro con coperchio la catalogna si può condire con poco olio, un po' di succo di limone, tre spicchi d'aglio tritati finemente, sale ( poco ) e qualche cappero. Ogni 100 gr. catalogna si ha un apporto calorico di 10 Kcalorie.

mercoledì 24 dicembre 2014

La spezia più utile: il sale

Cari lettori e lettrici,
prima di cominciare con tutte le varie cene, vi propongo di notare come e quando usare la spezia che a dire la verità usiamo un pò "troppo": il sale.





Il sale ha origini antichissime e per la precisione è il sale marino il primo tipo di sale che l'uomo utilizzò sia a scopo alimentare sia per la conservazione di carne e pesce. Il sale però non era alla portata di tutti e per questo motivo, nei tempi antichi, il suo valore crebbe enormemente tanto che per un lungo periodo il sale venne utilizzato come merce di scambio. Il sale marino si ottiene normalmente per evaporazione dell'acqua marina e questo procedimento viene effettuato in stabilimenti chiamati saline; in Italia le maggiori regioni produttrici di sale marino sono la Puglia, la Sicilia, la Sardegna e la Romagna. Il sale marino che normalmente utilizziamo in cucina è un sale raffinato composto al 95,8 % da cloruro di sodio ( NaCl ); quando il sale invece non viene raffinato prende il nome di sale integrale e mantiene nella sua composizione altri tipi di minerali come ad esempio il magnesio, lo iodio, il potassio, lo zinco, il rame ed il potassio. La maggior parte del sale ( cloruro di sodio ) si trova disciolto nell'acqua marina mentre in parte si trova sulla terraferma, spesso in miniere sotterranee che si sono formate grazie alla lenta evaporazione dell'acqua marina negli anni. In questo caso, ovvero quando arriva dalla terraferma, il sale prende il nome di salgemma. Oltre al classico sale marino che tutti utilizziamo in cucina esistono altri tipi di sale provenienti da tutto il mondo e che si diversificano per proprietà e spesso anche per la colorazione. Sale Rosa dell'Himalaya: è conosciuto ai più in quanto è considerato il sale più pregiato e ricercato; questo tipo di sale dal caratteristico color rosa, viene estratto nella seconda miniera più grande del mondo, quella del Khewra. È stato stimato che le miniere di sale rosa dell'Himalaya abbiano all'incirca 250 milioni di anni, periodo in cui l'acqua del mare è rimasta intrappolata all'interno della catena dell'Himalaya e nei secoli ha dato vita a giacimenti enormi di prezioso sale incontaminato. Infatti il luogo ed il periodo in cui si è formato il sale sono completamente privi di qualsiasi forma di inquinamento. Il colore rosa del sale è dovuto alla presenza di minerali, ferro in particolare; il sale rosa dell'Himalaya è ritenuto molto pregiato per il semplice fatto che contiene una più alta concentrazione di minerali ed oligoelementi rispetto al sale marino e soprattutto perché se ne fa un gran parlare. In fin dei conti sempre di sale trattasi ed è molto improbabile che possa fare miracoli. Il suo contenuto di iodio può apportare benefici ai soggetti con problemi legati alla tiroide; al sale rosa sono attribuite anche altre proprietà ( tutte da verificare ) come per esempio quella di non far alzare la pressione come il sale marino e la capacità di disintossicare l'organismo dai metalli pesanti. Il Sale di Cervia: è un sale integrale grosso che viene ancora estratto e lavorato secondo i metodi tradizionali di una volta nel rispetto dell'ambiente. È un sale ricco di iodio e di minerali. Sale Nero di Cipro: è un sale grosso a cui viene aggiunto carbone attivo ( per questo diventa nero ) ottenuto dalla combustione di vari tipi di corteccia; questo tipo di sale ha proprietà assorbenti e viene utilizzato per curare problemi dovuti ai gas intestinali ed anche per disintossicare l'organismo. Sale Blu di Persia: proviene dalle miniere dell'Iran, la sua caratteristica colorazione blu è dovuta ad un minerale chiamato silvite; il suo gusto è molto salato ma non persistente con retrogusto speziato e gradevole. Grazie alla sua caratteristica colorazione viene spesso utilizzato per impressionare gli ospiti piuttosto che per le sue proprietà. Sale Grigio di Bretagna: è un sale estratto dall'oceano atlantico e non raffinato, ricco di minerali, magnesio in particolare; rispetto al sale marino tradizionale questo tipo di sale contiene meno sodio ed è quindi indicato per chi ha problemi di pressione alta. Sale Rosso delle Hawaii: è un sale marino che prende la sua colorazione da un tipo di argilla rossa presente sulle coste hawaiane; questo tipo di argilla cede al sale una grande quantità di ferro che conferisce la tipica colorazione rossa al sale hawaiano. Sale affumicato della Danimarca: sale di origine marina che viene affumicato con legno di quercia ed olmo rosso; il procedimento dell'affumicatura dura molte ore in modo che il sale possa assorbire tutti gli aromi e raggiunga il caratteristico colore scuro. Solitamente utilizzato con il pesce. Sale Viola Indiano: conosciuto con il nome di Kala Namak è un sale di origine fossile con un gusto che, a causa della presenza di composti dello zolfo, ricorda vagamente quello delle uova sode. È un sale delicato, il suo gusto non copre quello degli alimenti e può essere utilizzato insieme a diverse tipologie di alimenti. Conclusioni: questi sono solo alcuni dei tipi di sale esistenti al mondo; il sale è un componente importante della nostra alimentazione ma va utilizzato con molta parsimonia in quanto dosi eccessive possono provocare gravi danni alla nostra salute. Premesso che l'organismo umano è in grado di vivere bene anche con quantità giornaliere minime di sale, anche con 0,2 g al giorno l'USDA, ovvero l'United States Departement of Agricolture e l'INRAN, l'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, fissano il consumo massimo giornaliero di sale per individuo a meno di 6 g. Purtroppo nei paesi industrializzati, a causa della forte presenza del sale in moltissimi alimenti di uso quotidiano ( dal pane agli insaccati, dai cibi in scatola ai formaggi conservati etc. ) questo limite viene di gran lunga superato. Un eccessivo consumo di sale causa un innalzamento della pressione arteriosa con conseguenze dannose per l'apparato cardiocircolatorio ed inoltre, un eccesso di sale, può provocare ictus ed osteoporosi. Nel mondo le malattie cardiovascolari sono la principale causa di mortalità e disabilità; gran parte degli ictus e delle malattie cardiache sono riconducibili all'ipertensione, motivo questo per cominciare a fare attenzione alla quantità di sale che introduciamo giornalmente nel nostro organismo

lunedì 27 ottobre 2014

Il Curry: proprietà e benefici

Buongiorno cari lettori e lettrici, 
vorrei proporvi una riflessione su un articolo che trovai tempo fa in una rivista riguardo ad una delle più "gettonate" spezie soprattutto in Oriente.
Buona lettura allora!

Il curry, per chi ancora non lo sapesse, non è una spezia ma una miscela di più spezie essiccate, frantumate e mescolate insieme in possesso di molte proprietà terapeutiche;
Il nome curry è di origine europea, e sta ad indicare una miscela di spezie che comunemente è composta da curcuma, cumino, coriandolo, cardamomo, cannella, pepe nero, chiodi di garofano, noce moscata, zenzero, peperoncino e fieno greco. In India, paese originario di questa miscela di spezie, il curry è chiamato "masala" ed è molto diffuso in tutti i paesi asiatici; esistono molte varietà di curry ( o masala ) e gli ingredienti variano a seconda delle zone in cui si prepara e delle tradizioni del luogo. A seconda degli ingredienti con cui si prepara, il curry assume diverse colorazioni che possono variare dal giallo fino al rosso con diversi gradi di piccantezza che vengono identificati con i termini mild e sweet: mild sta per mediamente piccante e sweet per molto piccante. Il curry è composto dal 9,5 % di acqua, dal 58,1 % di carboidrati, dal 12,6 % di proteine, dal 5,6 % di ceneri, dal 2,7 % di zuccheri e da grassi e fibre. Discreta la quantità di minerali presenti nel curry, che sono: potassio, fosforo, sodio, calcio, ferro, magnesio, rame, zinco, manganese e selenio. Il curry contiene alcune vitamine del gruppo B ( B1, B2, B3 e B6 ), vitamina C, vitamina E, vitamine K e J. Sono inoltre presenti i seguenti zuccheri: destrosio, fruttosio, saccarosio e galattosio. Il curry, essendo composto da molte spezie con proprietà benefiche per il nostro organismo, ha a sua volta effetti benefici sulla nostra salute. Il colore giallo del curry è dato dalla curcuma che, grazie alla presenza di curcumina, conferisce al curry molte proprietà benefiche come le proprietà antinfiammatorie ed antiossidanti. Altre caratteristiche della curcumina sono quelle di rallentare la degenerazione delle cellule nervose tipica dell'Alzheimer e l'attenuazione dei sintomi legati all'artrite reumatoide. L'assunzione di curry apporta benefici al processo digestivo ed è utile in caso di problemi legati all'aerofagia; queste due proprietà sono da ricondursi alla presenza nel curry di zenzero e cumino. I chiodi di garofano invece conferiscono al curry proprietà antibatteriche. Un'altra proprietà del curry è quella che regola il metabolismo ed aiuta l'organismo a bruciare i grassi; per questo motivo il curry viene spesso incluso nelle diete dimagranti. L'assunzione di curry è sconsigliata in caso di calcoli alla cistifellea, questo perché la curcumina presente nel curry ha la proprietà di stimolare la produzione di acidi biliari e può provocare la contrazione della cistifellea aumentando così l'intensità dei sintomi legati a questa patologia. Il pepe presente nel curry invece potrebbe creare problemi in quei soggetti che soffrono di gastrite ed ulcera, aumentando gli stati infiammatori. Ogni 100 gr. di curry si ha un apporto calorico pari a 320 kcalorie. Vista l'esistenza delle numerose varianti del curry è possibile prepararsi direttamente a casa propria questa preziosa miscela di spezie; partendo dalla composizione base del curry è possibile provare a fare dei leggeri cambiamenti togliendo ed aggiungendo altre spezie a piacimento fino ad ottenere una miscela che soddisfi i propri gusti personali in termine di gusto e grado di piccantezza. Salvo rare eccezioni di allergia a determinate spezie, il curry è ben tollerato in gravidanza a patto naturalmente di non esagerare con le dosi. Recenti studi condotti negli Stati Uniti avvalorano la tesi che vede il curry come un valido aiuto contro colesterolo e diabete. In caso di emergenza ed in mancanza di altri rimedi, il curry. grazie alle sue proprietà antibatteriche, può essere utilizzato per medicare piccole ferite ed abrasioni della pelle. Il curry è una spezia molto versatile e si adatta bene a molti tipi di piatti, sia di carne che di pesce e di verdure. Altri studi sempre condotti negli Usa hanno dimostrato come il curry si riveli utile nella prevenzione di alcuni tumori, in particolar modo di quello alla prostata.

Ananda Marga Microvita Vegetarian Restaurant @ Boom Festival 2014





Buongiorno a tutti cari lettori e lettrici,

volevo condividere quest'interessante "video/slideshow" riguardo il ritiro in Portogallo che si è svolto la passata Estate.

Come potete vedere la comunità spirituale di Yoga Tantrico Ananda Marga ha riunito grande parte dei Sadhaka (o Margi) per aiutare la collettività con pratiche spirituali e buon cibo (o meglio cibo Senziente e Sattvico).

Per ulteriori informazioni sulla comunità di Tantra Yoga Ananda Marga potete visitare il seguente link:



Ananda Marga Italia



Mentre per l'evento passato, ossia il Boom Festival, potete trarre informazioni dal seguente link:



Boom festival Wikipedia



Un abbraccio e come si dice nell'atmosfera di Yoga Tantrico: BABANAM KEVALAM


lunedì 18 novembre 2013

Menu ipotetico per tutte le stagioni

Cari lettori, ecco un menù possibile per diminuire acidità o malesseri per tutte le persone (quindi si parla di dieta onnivora).
Buona consultazione: